Wimbledon, Cecchinato fuori al primo turno. Oggi in campo Fognini e Berrettini.

Si ferma al primo turno l’avventura di Marco Cecchinato a Wimbledon. Il palermitano è stato sconfitto 0-6 4-6 6-7 da Alex De Minaur, numero 29 Atp. Dopo un avvio horror, in cui perde il servizio per quattro volte di fila, Cecchinato reagisce ma De Minaur è più freddo e sbaglia di meno, anche nel tie-break del terzo set. Le speranze azzurre sono riposte in Fabio Fognini e Matteo Berrettini, che sfidano rispettivamente Frances Tiafoe e Aljaz Bedene.

Marco Cecchinato si sveglia troppo tardi nel match contro Alex de Minaur e vede il suo Wimbledon svanire appena iniziato. Esattamente come nel 2018, contro lo stesso avversario. Almeno l’anno scorso strappò un set. Nel primo parziale non c’è partita. E dire che il siciliano ha subito la chance per strappare il servizio a de Minaur: 40-0, l’australiano si affida al gioco a rete per rimontare e tenere la battuta. Il break accarezzato e sfumato è già un crocevia fondamentale del set, perché Cecchinato a sua volta si fa strappare il servizio e perde i due game successivi a zero. L’australiano conquista addirittura 12 punti consecutivi, mentre l’azzurro è in tilt e non riesce a reagire. Ennesimo servizio perso, che dà a de Minaur il primo parziale (6-0).

Cecchinato prosegue il pessimo avvio con uno 0-3 nel secondo set. Dopo quattro turni di battuta regalati all’avversario, il siciliano si scuote a livello tecnico ma soprattutto psicologico. Reagisce dopo gli errori, cerca di darsi la carica anche se questo vuol dire urlare di rabbia. E, finalmente, vince il primo game della sua partita: 3-1. Poi, dopo due palle break gettate al vento, strappa il servizio per la prima volta a de Minaur (3-2) e con il quarto ace dell’incontro conquista il 3-3. Il siciliano sembra rigenerato, ma il 20enne australiano ha il braccio caldo e la testa fredda: sul 5-4 a favore, mette pressione a Cecchinato, costretto a salvare due match point. Ci riesce con la prima, non con la seconda: 6-4, l’azzurro torna a sedersi scuotendo la testa ben sapendo che il match è quasi perso.

In effetti de Minaur, superiore sul verde, non è in vena di regali. A differenza di Cecchinato, che nel terzo parziale commette 24 errori non forzati (sui 44 totali, troppi se rapportati ai 19 dell’australiano). Il palermitano riesce comunque a stare a galla con 17 vincenti, che gli permettono di tenere sempre il servizio. Si va dunque al tie-break: l’azzurro va sotto 0-2, poi recupera fino al 5-5 prima di arrendersi all’avversario, che vince per 7-5 dopo 2 ore e 4 minuti di gioco. 

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